Pizza e lievito: ecco quando fa male!

A tutti è capitato almeno una volta nella vita: stiamo parlando della pizza che lievita nello stomaco. Quante volte, ordinando una pizza da asporto o mangiandola in pizzeria, siamo stati male, magari di notte, avvertendo un senso di pesantezza allo stomaco? Può persino capitare quando la prepariamo in casa: la poca lievitazione è sempre dietro l’angolo e posiamo affermare che fa male. Ecco perché la pizza patrimonio della cucina italiana, deve essere fatta bene e con la giusta metodologia seguendo ricette precise e dosaggi del lievito minino. Questo è il leitmotiv della pizzeria Inforno Ostia, tra le migliori possiamo anche dirlo, per dare ai clienti un prodotto altamente digeribile e che non gonfi lo stomaco.

 

Il lievito nella pizza è importante, ma attenzione alla lievitazione!

 

Purtroppo, la pizza è una ricetta molto complicata, che all’apparenza può sembrare facile. Alla fine, stiamo parlando di pochi ingredienti: acqua, farina, lievito, sale… ma allora perché ogni tanto ci fa male? Qual è il processo che la rende indigesta?

È vero che la pizza si prepara con pochi ingredienti, ma dobbiamo prestare molta attenzione al suo processo di lievitazione. Spesso, possiamo tenerla a lievitare per una notte, per un giorno intero, ma in presenza di umidità la pizza potrebbe lievitare poco e male.

Sicuramente, una lievitazione breve e frettolosa porta ad una pessima digeribilità infatti la parte di lievito “non trasformata” in maglia glutinica continua a lievitare nel nostro stomaco causando gonfiori ed in molti casi una sete praticamente irrefrenabile.

 

Perché è importante che la pizza lieviti bene?

 

Una delle prime cose da sapere quando parliamo di lievitazione dell’impasto è che abbiamo il compito di tenere sotto controllo la sua temperatura. Il problema principale è l’umidità, che impedisce al lievito di fare il suo lavoro e che sostanzialmente non fa crescere bene l’impasto.

Il nostro consiglio, oltre di tenere sott’occhio la temperatura, è di utilizzare farine con una “forza alta”, ovvero un valore W tale che possa agevolare il lavoro al lievito.

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